martedì 11 luglio 2017

Risultati del Ceresio - Goletta dei Laghi - 2017



Nella terza tappa della campagna 2017 l’equipaggio della Goletta dei Laghi di Legambiente è sbarcato anche sul Ceresio. La Goletta dei Laghi, realizzata in collaborazione con CONOU, Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, è una campagna itinerante che dal 2006 interessa i maggiori laghi della penisola, per la tutela di un patrimonio troppo spesso minacciato da inquinamento, illegalità, speculazioni edilizie, scarichi abusivi e tentativi di privatizzazione. Il tour si snoda attraverso 6 regioni toccando 11 laghi, alla ricerca delle principali criticità che riguardano non solo le acque, ma l’intero sistema territoriale lacuale. Alla conferenza stampa erano presenti: Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia, Talia Laurenti responsabile del laboratorio di Goletta dei Laghi, Sergio Franzosi e Milena Nasi di Legambiente Valceresio, Massimo Mastromarino sindaco di Lavena Ponte Tresa, Franco Pozzi in vece di Jenny Santi, sindaco di Porto Ceresio,  Nel monitoraggio della Goletta dei laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso si trovano lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago. «Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. – commenta Barbara Meggetto, responsabile Goletta dei laghi di Legambiente – Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento». Il dettaglio delle analisi di Goletta dei laghi In provincia di Como la situazione della foce del fiume Telo di Osteno a Claino con Osteno continua il trend negativo degli ultimi tre anni, con un giudizio di “inquinato” relativamente ai campioni prelevati. Entro i limiti, invece, in provincia di Varese a Porto Ceresio la foce del torrente Vallone e quella del torrente Brivio, che quest’anno superano la prova dei monitoraggi, così come il canneto di Via Zanzi a Lavena Ponte Tresa, nuovo punto inserito nei monitoraggi e il lungolago XXV Aprile sempre a Lavena Ponte Tresa, che nella passata edizione era invece risultato “fortemente inquinato”. Nonostante un generale miglioramento dei risultati dei monitoraggi scientifici della Goletta dei Laghi, anche quest’anno si rilevano livelli molto elevati di inquinamento fecale nel Rio Bolletta, con escherichia coli oltre i 68.000 UFC/100ml e enterococchi oltre gli 11.000 UFC/100ml. Se si considera che i parametri di riferimento per gli scarichi dei depuratori nelle acque superficiali secondo la normativa prevedono i limiti di 500 UFC/100ml per gli enterococchi e di 1000 per l’escherichia coli, i numeri registrati sono preoccupanti. In 9 anni di monitoraggio, la situazione non accenna a cambiare e sta minando la salute di un importante bacino prealpino, che la Lombardia condivide con la Svizzera. «Per un decennio abbiamo continuato a denunciare il sottodimensionamento del sistema di filtrazione delle acque e la situazione allarmante del Rio Bolletta, nel quale sfocia il depuratore, ne è la viva dimostrazione - spiega Sergio Franzosi, presidente del Circolo Legambiente Valceresio Onlus – Auspichiamo che i due milioni di euro stanziati da Regione Lombardia e dall’accantonamento dei Comuni rivieraschi siano presto investiti per un intervento risolutivo. Per il momento siamo ancora nella fase preliminare di analisi della rete fognaria, ma è evidente che servirà un’operazione strutturale e di ampliamento del sistema esistente».

Regione
PV
Comune
Punto
Giudizio 2017
Lombardia
CO
Claino con Osteno
Foce fiume Telo di Osteno
Inquinato
Lombardia
VA
Porto Ceresio
Foce torrente Vallone
Entro i limiti
Lombardia
VA
Porto Ceresio
Foce torrente Brivio
Entro i limiti
Lombardia
VA
Porto Ceresio
Foce rio Bolletta
Fortemente inquinato
Lombardia
VA
Lavena Ponte Tresa
Scarico presso il canneto di Via Zanzi (altezza n44)
Entro i limiti
Lombardia
VA
Lavena Ponte Tresa
Scarico lungolago XXV Aprile, all'altezza di piazza IV Novembre
Entro i limiti

I campionamenti sono stati effettuati il 7/07/2017

mercoledì 5 luglio 2017

ARCISATE STABIO, LA STORIA INFINITA... E INFATTI CONTINUA.

Comunicato stampa di LEGAMBIENTE VALCERESIO onlus





Ci sono odiosi pregiudizi verso gli Italiani che si perpetuano, con grande dispetto di chi cerca di riscattare l’immagine del nostro popolo agli occhi dei suoi detrattori: Italiani sleali, pasticcioni, pressapochisti, poco seri, antiprofessionali, arroganti e ipocriti, truffaldini e tartufeschi … un ritratto che le persone normali si sforzano di definire esagerato e, di base, non rispondente al vero, ma ahimè, ancora ben radicato nell’immaginario collettivo forestiero.
 Poi leggi quanto avviene per responsabilità degli amministratori della Regione Lombardia nel caso del collegamento fra il Canton Ticino e l’hub di Malpensa, in provincia di Varese, e ti accorgi che i pregiudizi finiscono per etichettare il comportamento del Governatore Maroni, del suo Assessore alle infrastrutture e trasporti Sorte, del Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo e di quanti hanno collaborato a confezionare questa ennesima figuraccia internazionale.
Per definire in modo più eufemistico questo pasticcio, combinato per favorire o sfavorire qualche futuribile disegno infrastrutturale della pianificazione delle grandi opere lombarde, o semplicemente per insipienza,  non ci sono parole diverse da quelle che hanno espresso i media ticinesi e i rappresentanti del Cantone:
<Sgambetto della regione Lombardia che non più realizzerà il collegamento con Malpensa tramite la linea S50 Lugano-Varese. Il Governo ticinese sospende i contributi.>
<La Regione Lombardia, in modo inatteso, ha comunicato la volontà di realizzare il collegamento con Malpensa tramite la linea S40 Como-Varese invece che con la linea S50 Lugano-Varese. Inoltre intende avviare il servizio verso Malpensa al giugno 2018 invece che dal cambiamento di orario del dicembre 2017 per ragioni finanziarie, con un’offerta solo ogni due ore. Infine i giorni festivi e la sera circolerà la linea S40 e sarà sospesa la S50, al contrario di quanto finora ipotizzato.> (cioè si cambiano le carte in tavola e le regole mentre si gioca la partita?)
 e
<Il Consiglio di Stato ha preso atto con rammarico di questa decisione unilaterale da parte italiana lesiva degli accordi pattuiti con l’Intesa del 2011 e ha comunicato alla Regione Lombardia che così stando le cose il previsto finanziamento cantonale del 50% dei costi delle prestazioni tra Varese e Malpensa (circa 2 mio CHF l’anno, di cui 1.45 netti a carico del Cantone e 0.55 a carico dei Comuni) non ha più ragione d’essere.>( quindi non concordata?)
<L'assessore lombardo alle Infrastrutture e Mobilità replica alla decisione del Governo (Svizzero) di sospendere il finanziamento a causa, a suo dire, del mancato rispetto degli accordi
Così il Corriere del Ticino del 28.06 a cui risponde, il 29.06, la regione Lombardia per bocca di Alessandro Sorte :
''Le dichiarazioni del Consiglio di Stato del Canton Ticino non rispondono al vero”,( cioè son loro che raccontano frottole?)
e
<…le modifiche al servizio ferroviario tra Varese e Malpensa rispetto a quanto previsto dall'Intesa del 25 novembre 2011 sono state discusse e concordate in diversi incontri tecnici tra gennaio e giugno fra il Cantone e la Regione. Incontri nei quali si è evidenziata l'opportunità di rendere più appetibili i collegamenti con Malpensa, distanziando le corse in maniera più efficiente".> (cioè se i collegamenti passano da uno ogni 30 minuti a uno ogni due ore si rendono più appetibili ed efficienti? Vuoi prendere in giro?)
E inoltre: <In alternativa( la Regione) ha proposto al Cantone di modificare i propri orari di 30 minuti così da rendere più efficiente il sistema e il Cantone, per ora, non intende attuarla, pertanto ha accettato la soluzione proposta non mantenendo però l'impegno di cofinanziare il servizio su Malpensa come previsto dall'Intesa". *( cioè in corso di programmazione dei servizio non ci si è accorti dei doppioni che si sarebbero verificati e si è proceduto con una modifica, non solo del proprio programma ma di quello del partner, presentandola come un miglioramento del servizio e che gli svizzeri sono così ottusi che non l’hanno capito ?).
In alta provincia di Varese la situazione che prospetta questo ineffabile “miglioramento” è la seguente:
 1) ad Arcisate, senza S508 Lugano/Varese, su Malpensa avremo solo l'S40 che viene da Albate e ci sarà un treno ogni due ore, quindi avremo meno treni sulla direttrice Varese/Como (alla faccia del tanto sbandierato collegamento tra le due città) e ancora peggiore sarà la situazione la sera e nei festivi (bene! viva l'auto, perchè pochi treni significano anche meno gente che li usa... ovviamente... le studiano tutte...)
2) l'S50 servirà in pratica solo i pendolari da/per il Ticino, quindi arrivando da Gallarate si dovrà in ogni caso cambiare a Varese con i disagi prevedibili;
3) resta il mistero fitto su Trenord per la tratta Varese / Porto Ceresio (i servizi di cui sopra saranno di competenza Tilo con loro materiale, quelli da Porto saranno Trenord, con quali ripercussioni sulla forzata coabitazione?)
Morale della favola: ci si rimpalla la qualifica poco lusinghiera di fedifraghi dei trattati e delle intese, si attribuisce l’etichetta di bugiardo ad un Organo di Stato estero e si ammette, candidamente che la progettazione che si era prevista e concordata in realtà era sbagliata o quantomeno presentava la necessità di correttivi. E scusate se è poco.
Quello che si può verificare, a posteriori, è che il Canton Ticino ha terminato in tempi stabiliti le opere sul suo territorio e noi no, che i costi del tratto in Ticino non solo sono inferiori percentualmente ai nostri, ma non sono lievitati in corso d’opera e nostri lo sono abbondantemente, che tra scoperte tardive di anomalie nel terreno, inadempienze nella individuazione dei luoghi di stoccaggio e altre manchevolezze tecnico burocratiche  la  figura di Enti e tecnici italiani incaricati non è stata poi così brillante.
 Quindi, se i pregiudizi permangono, possiamo proprio affermare in coscienza che siano ingiustificati?
O piuttosto dobbiamo vergognarci di questa pessima figura e attribuirne la paternità ad una politica di assetto territoriale che ha sventrato tre paesi, devastato una valle, minacciando l’approvvigionamento idrico della Bevera, dimostrato incapacità previsionale e progettuale sia nel prevedere le infrastrutture come nel promuovere il trasporto pubblico in una zona che ne è praticamente priva da dieci anni? La domanda è retorica perché la risposta è scontata.
*fonte:http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/lombardia-notizie/DettaglioNews/2017/06-giugno/26-30/tratta-mendrisio-varese-sorte/tratta-mendrisio-varese-sorte