venerdì 6 gennaio 2012

Incubi notturni


Quando non mi riesce di addormentarmi ascolto la radio: a volume bassissimo, con il suo mormorio e la musica in sottofondo, mi concilia il sonno meglio del valium . L'altra notte ascoltavo una trasmissione svizzera chiamata "Nottetempo"; il conduttore ha un timbro caldo e un eloquio piano e rilassato, l'ideale per accompagnarmi fra le braccia di Morfeo ( è un modo aulico per indicare il riposo notturno!), quando uno degli argomenti trattati mi ha fatto fare un salto sul letto. L'ineffabile dicitore , facendo riferimento a non so più quale statistica, annunciava con tono discorsivo che "ogni anno l'umanità consuma risorse per un anno e tre mesi", vale a dire che , per ogni anno che dio ci manda in terra, prendiamo a prestito tre mesi di risorse dall'anno successivo. Per evitare equivoci, il pregiato giornalista specificava che si tratta di "risorse in generale, cioè cibo, acqua potabile eccetera e non solo combustibili fossili e non"... quasi che la notizia di per sè non fosse abbastanza allarmante.
Un turbine di pensieri mi ha definitivamente allontanato dal meritato riposo :
e per quanto tempo potremo andare a debito sul futuro?
e se i popoli emergenti arriveranno ( come aspirano giustamente) ai nostri livelli di consumo, che cosa succederà?
e come potremo continuare a pensare di aumentare il nostro PIL, se già così in recessione come siamo, dilapidiamo un patrimonio che non ci appartiene, ma è dei nostri figli e nipoti?
ed è possibile cambiare il modello di sviluppo che abbiamo ereditato dal secolo passato, che non ha tenuto conto della finitezza del sistema-Terra?
Ho pensato al ricco cenone che, da parte sua, contribuiva di certo alla mia insonnia e mi sono sentita in colpa.
Che l'anno nuovo porti a tutti una sana riflessione e un proposito di stoica morigeratezza. Con o senza riflessioni notturne.

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